Sanificazione e decontaminazione ambientale

IL SUO RUOLO NELLA RIDUZIONE DEL RISCHIO

Igiene ambientale, pulizia e sanificazione

Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato che gli interventi di pulizia ambientali, riducendo la contaminazione di superficie, possono prevenire la trasmissione di agenti patogeni e quindi ridurre le infezioni correlate all'assistenza. In base a consolidate evidenze sperimentali, la sanificazione degli ambienti e le modalità di utilizzo dei prodotti sanificanti sono raccomandate in tutte le linee guida nazionali ed internazionali. Infatti, è ormai certo che, nei casi di endemia, se non si interviene anche sull’ambiente, difficilmente si riuscirà a risolvere la problematica.

 

La sanificazione rappresenta, pertanto, una importante procedura utile a prevenire e contenere gli eventi infettivi.

Sebbene spesso si faccia riferimento al concetto di pulizia come ad un concetto intuitivo, molto spesso si ricorre ai termini “pulizia” o “sanificazione” o “disinfezione” utilizzandoli come sinonimi. In realtà ciascuno di questi concetti porta significati tecnici ben precisi e dovrebbe essere utilizzato in modo corretto e consapevole. Il termine “pulizia” indica l’insieme delle operazioni atte a eliminare lo sporco visibile, ovvero polvere, macchie, corpi estranei, rifiuti, compresi i cattivi odori. La pulizia si ottiene con idonee operazioni di lavaggio e con l’uso di detergenti e ha un valore estetico oltre che sanitario. La disinfezione è l’operazione, successiva alle operazioni di pulizia, che ha l’obiettivo di ridurre al livello minimo la carica di microrganismi, anche potenzialmente patogeni, in un ambiente confinato e si ottiene mediante l’uso di detergenti disinfettanti o di altri sistemi di disinfezione ambientale e la “sanificazione”, invece, comprende, oltre alle operazioni di pulizia, e di disinfezione, anche tutte quelle operazioni necessarie a rendere un ambiente sano per la vita delle persone, necessari a ristabilire un microclima adeguato all’interno di tali ambienti.  La sanificazione non deve essere una attività di carattere straordinario ma una procedura di tipo ordinario in ambienti di lavoro, impianti del settore alimentare, strutture ricettive, strutture sanitarie, scuole e ospedali. In questi ambienti, infatti, non ci si può limitare a una pulizia ordinaria ma è necessario applicare opportuni interventi di disinfezione e disinfestazione che rendano gli ambienti salubri e privi di alti rischi di contaminazione. La decontaminazione è una metodica prevista dal Decreto Ministeriale 28/09/90 “Norma di protezione dal contagio professionale ed è una procedura che ha lo scopo di ridurre la carica degli agenti patogeni sulle superfici dei presidi impiegati, riducendo il rischio biologico per gli operatori.

Sterilizzazione o decontaminazione ambientale

A tal proposito è necessario sottolineare che in alcuni casi, oltre la sanificazione, è necessario ottenere anche la “sterilizzazione”. Questo termine indica l’eliminazione di ogni forma vitale vegetativa, delle spore e dei virus. La sterilità è un concetto assoluto e pertanto non si possono usare termini come “quasi sterile”, in quanto la presenza di anche una sola cellula microbica annulla la sterilità. La sterilizzazione è intesa, quindi, come il risultato finale di un processo che grazie all'avanzare della tecnologia, tende a garantire la condizione in cui la sopravvivenza dei microrganismi è altamente improbabile. Una popolazione di oggetti è considerata sterile se un oggetto su un milione è contaminato. Un materiale viene definito sterile se il SAL (livello di sicurezza di sterilità) è inferiore a 10−6; cioè quando le probabilità di trovarvi un microrganismo sono inferiori ad una su un milione.

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